domenica 28 ottobre 2012

L'EUROPA E I FRANTOI

 
Un tempo il frantoio utilizzava:
  •  la mola di pietra, detta colombina in Liguria,
  • la superficie antistante come bacino,
  • i fiscoli (o spourtin in dialetto imperiese) 
  • la pressa.
Gumbi è il termine dialettale per indicare i frantoi.
  
Oggi l'Unione Europea impone metodi moderni e rifiuta i metodi tradizionali.

L'OLIVA TAGGIASCA

L'oliva taggiasca viene raccolta quasi a maturazione, fra dicembre e gennaio.
Dà un olio leggero, dolce e delicato.
Ogni anno vengono prodotte nell'Imperiese circa 3000 tonnellate di olio di oliva, sia nei vecchi frantoi dell'entroterra, sia in fabbriche moderne.
Quando l'olio è novello (appena spremuto) si ottiene una qualità extravergine dal sapore e dal profumo sorprendente di frutti spremuti, sottile, delicato, senza acidità.
L'olio extravergine impriese ha ottenuto il marchio DOP (Denominazione di Origine Controllata) dal 1999.
Imperia ha creato anche la Strada dell'Olio-Terra della Taggiasca, un itinerario culturale attraverso le terre dell'olivo, per guidare il turista alla scoperta di terre olivicole ricche di storia e di tradizioni contadine.


Nell'area del nizzardo (Nizza e dintorni, in Francia) e anche in Corsica, si coltiva un'oliva simile alla nostra taggiasca, detta cailletier o cayet, dalle caratteristiche simili.

venerdì 26 ottobre 2012

L’ULIVO E L’OLIO NELLA STORIA E NEL MITO

L’ulivo è nato in SIRIA ed era un piccolo cespuglio con le spine e con le drupe (=frutti) molto piccole.


I FENICI, popolo di commercianti e navigatori, diffusero l'olivo in tutto il Mar Mediterraneo, trasportandolo all'interno di anfore sulle navi.


 
                                             vaso di terracotta con coperchio

L’ ulivo può vivere per oltre mille anni perché resiste alle intemperie e non ha bisogno di un terreno troppo ricco e neppure di molta acqua. Necessita, però, di molto sole, infatti lo troviamo sulle coste soleggiate del Mediterraneo.

L’ulivo era considerato così importante che la sua nascita viene fatta risalire a un mito.

Si narra che Atena e Poseidone litigassero per il possesso dell’Attica. Gli dei si rivolsero a Zeus, divinità suprema, per trovare una soluzione.

Zeus, alla presenza del re dell'Attica, decise di fare una gara: chi avesse creato la cosa più strana e bella avrebbe vinto.

Poseidone creò una sorgente di acqua salata, formando così un mare, mentre Atena creò un albero di olivo e vinse la gara, perché il re testimoniò che Atena aveva materializzato l'albero per prima. E da allora la capitale dell'Attica si chiama Atene.
clicca sulla didascalia per visualizzare l'immagine ad alta risoluzione (300+ DPI)

Raccolta delle olive.
Riproduzione grafica di un’immagine
di un vaso attico a figure nere.
 
Erica, Francesca, Laura e Simone


LA DRUPA



Una drupa è un frutto carnoso e indeiscente (= che anche a completa maturazione, non si apre spontaneamente per fare uscire il seme) con:
  • una parte esterna sottile --> "la buccia"
  • una parte centrale carnosa --> "la polpa"
  • una parte interna legnosa --> "il nocciolo", con all'interno un seme osseo.

Le piante che producono drupe affidano la loro riproduzione agli animali che si cibano di questi frutti, attratti dalla polpa, spesso dolce e saporita.
Il nocciolo viene spesso ingoiato e passa indenne il tratto digestivo di questi animali.

Chiara e Alex

INFORMAZIONI E CURIOSITA’ DELLO CHEF MASSIMO

L’olio d’oliva è alla base della dieta mediterranea e può essere gustato:
  •  crudo, ad esempio sul pane a merenda, sulle insalate o sul pesce crudo,
  •  cotto, per preparare piatti a base di carne o per friggere il pesce.

Può essere emulsionato (= sbattuto) a freddo per fare salse come la maionese (olio + rosso d'uovo + succo di limone).

Quando l’olio viene scaldato può arrivare a un determinato punto di fumo (75°/ 80°); dopo aver superato quest’ultimo diventa nocivo (= tossico) perciò non si dovrebbe usare più volte.
L'olio ha una viscosità (= grandezza fisica che quantifica la resistenza dei fluidi allo scorrimento). Se viene bruciato, l'olio perde tale viscosità.
L’olio d’oliva è un alimento salutare e naturale, ma non bisogna abusarne perché è un alimento grasso.
Tuttavia in alcune diete si consiglia di prendere un cucchiaino di olio di oliva al giorno. Perché?
Perché l'olio contiene dei grassi buoni che sciolgono i grassi cattivi (colesterolo).
L’oliva è una drupa con una parte interna, il nocciolo, che contiene il seme.
La quantità di grassi contenuti nell’olio d’oliva è simile a quelli del latte materno.


Dell’albero d’ulivo e dell’oliva si utilizzano tutte le parti, non si butta nulla.
  • Con le olive migliori si fa l'olio più pregiato
  • le olive di seconda scelta diventano olive snocciolate o pasta di olive;
olive snocciolate in vetro isolato su sfondo bianco Archivio Fotografico - 12200526


  • con la sansa, che è lo scarto della frangitura delle olive, si possono fare saponi o utilizzarla come carburante



Gloria e Letizia

IL SAPONE A BASE DI OLIO DI OLIVA

Nel 3000 a.C. in Siria, con l’olio di oliva, si faceva il sapone di Aleppo.


I Romani non si lavavano con il sapone, ma nelle terme, sfregandosi con l’argilla o con la polvere di semi.
Poi si spalmavano il corpo con unguenti a base di olio di oliva e profumi ricavati dai fiori per profumarsi e idratarsi.

 
unguentari di epoca romana (Como)


Nel 1400 d.C. si iniziò a produrre il Sapone di Marsiglia, olio di oliva più ceneri ricavate dell’erba salicornia.

erba salicornia, dalle proprietà depurative e rinfrescanti


Davide, Donia e Samuele 

L’OLIO NELLA TRADIZIONE

L’olivo viene portato in Italia dai Greci.
Un’antica leggenda narra che sotto l’ulivo nascessero gli dei.
Quindi, a quel tempo, l’ulivo era considerato una pianta sacra e significava pace e vittoria.

Infatti i rami venivano intrecciati e posti sul capo del vincitore dopo una guerra.
Alle Olimpiadi ai vincitori venivano offerti una corona di ulivo ed un’ampolla d’olio.
 
Atena, dea guerriera, e una corona di ulivo

Anche Omero nei suoi poemi citò l’ulivo: lo assurse a simbolo di pace e di vita. Era d’ulivo il gigantesco tronco per mezzo del quale Polifemo venne accecato da Ulisse e dai suoi compagni. Sempre Ulisse costruì per sè e per Penelope il letto nuziale, scavandolo nel tronco di una pianta d’ulivo, simbolo di una unione duratura.


Successivamente i romani lo diffusero in tutta Europa perché era un prodotto locale ben adattabile al clima Mediterraneo.
Essi usavano l’olio per cucinare e si idratavano la pelle, dopo i bagni alle terme, con oli profumati.



L’ulivo è una pianta che si adatta facilmente e non ha la necessità di vivere in terreni molto ricchi, anche se ha bisogno di molto sole, quindi di un clima mite.
Lo possiamo trovare sulle zone costiere,  in pianura e in collina.
In tutta la penisola italiana sono diffuse circa 500 diverse varietà di olive, dette cultivar: in Liguria abbiamo la taggiasca, piccola e nera, e la razzola nella zona di La Spezia.

Tante olive di famiglie diverse convivono nella stessa classe, proprio come tanti alunni diversi nella stessa classe.


Cliccando su questo link si possono leggere i nomi delle varietà italiane: Cultivar_di_olivo


Sophie, Ester, Giorgia e Cristian