sabato 10 novembre 2012

CHE VOTO DIAMO ALL'OLIO?

L'olio è buono quando...
  • è fruttato e ricorda al naso e al gusto un frutto ben maturo e appena colto


  • ricorda la sensazione di erba fresca appena tagliata

  • ricorda il profumo della mandorla fresca

L'olio è sgradevole quando...
  • ricorda il gusto e l'odore di muffa
  • sa di morchia, cioè di pasta di olive andata a male
  • sa di rancido, di vecchio, ha perso la freschezza.


Superato l'esame chimico e organolettico, l'olio ottiene una valutazione:
  • Ottimo: è l'olio extra-vergine di oliva. Ha un'acidità inferiore allo 0,8%, è fruttato e privo di difetti.
  • Discreto: è l'olio d'oliva vergine. Ha un'acidità compresa tra lo 0,8% e il 2%, ha qualche difetto e una discreta presenza di fruttato.
  • Insufficiente: è l'olio vergine lampante. Ha una acidità superiore al 2% ed è privo di fruttato, ha molti difetti.

E DAL PUNTO DI VISTA TECNOLOGICO?

Non tutto l'olio di oliva è di alta qualità.
Questa dipende da:
  • la perfezione delle olive. Esistono centinaia di tipi di olive, ognuna con un gusto e un profumo caratteristico. L'olio di alta qualità è prodotto con olive sane e raccolte al momento della giusta maturazione
  • la perfezione della lavorazione.
La lavorazione prevede i seguenti accorgimenti:

  1. Le olive vanno raccolte e subito lavorate.
  2. Prima della frangitura vanno lavate accuratamente.
  3. I macchinari per la frangitura devono essere puliti e in acciaio inossidabile.
  4. L'olio deve essere flitrato con appositi filtri di carta per eliminare le impurità che altererebbero il gusto.


Per accertare la qualità del gusto esistono due metodi:
  1. l'analisi chimica, che accerta l'acidità dell'olio e i suoi valori chimico-fisici


  1. l'analisi organolettica, compiuta mediante gli organi di senso: 


esame visivo: occhi -> vista

esame olfattivo: naso -> olfatto

esame gustativo: bocca -> gusto

giovedì 8 novembre 2012

RICETTA DEL SAPONE (senza acidi)

Occorrente:
250 ml di sapone di Marsiglia liquido o a scglie
220 ml di acqua distillata (quella che si usa nel ferro a vapore)
220 ml di olio di oliva
6 gocce di olio essenziale di lavanda
Coloranti naturali: un pizzico di cannella o di paprika o di curcuma o di cacao


Mettere il sapone e l'acqua distillata in una pentola.
Fare sciogliere a bagnomaria:
la pentola con il sapone deve essere messa in una pentola più grande piena di acqua calda. Mescolare bene.
Quando diventano dense come una crema, togliere dal fuoco e aggiungere l'olio di oliva e poi l'olio essenziale e un colorante a scelta.
Versare in uno stampo grande o in stampini.


Lasciare riposare per 6 settimane. Quindi estrarre il sapone dalla forma.
Se il panetto è grande, può essere tagliato in pezzi più piccoli.

L'OLIO NEI RITI E NELLA RELIGIONE

Nell'antico Egitto le tombe monumentali dei re venivano ornate con corone di ulivo e noccioli di oliva, i corpi venivano unti prima della mummificazione.
Il segno dell'olio indicava, quindi, la ricchezza e la dignità, ma anche l'importanza, perché le persone che ricevevano incarichi importanti venivano marcati con l'olio dal faraone.


L'Ebraismo
Nelle Sacre Scritture l'olivo e l'olio simboleggiano la pace e la riconciliazione tra Dio e l'uomo.

Ad esempio:
cosa porta nel becco la colomba che annuncia a Noè la fine del diluvio universale?
Un ramoscello di ulivo.


La festa di Hannuka o Chanukah si festeggia tra novembre e dicembre. E’ celebrata per otto giorni per ricordare la vittoria ebrea contro il re greco Antioco, che aveva ordinato agli Ebrei di rinunciare al loro Dio, e il miracolo dell’olio rimasto acceso per 8 notti per riconsacrare il tempio di Gerusalemme, anche se il poco olio disponibile sarebbe dovuto bastare al massimo per una notte.
Per questa ragione il Menorah (specie di candelabro) ha 8 candele: per ricordare le 8 notti.
 
Il Cristianesimo
CHRISTOS (< greco) significa UNTO.
CRISTO è il messia unto (= scelto) da Dio, inviato per salvare gli uomini.
L'olio rappresenta la presenza dell'amore di Dio.

Nei sacramenti la Chiesa consacra i fedeli con l'olio profumato:
  • Olio dei Catecumeni --> usato per il Battesimo
  • Sacro Crisma --> nella Cresima e per ordinare i sacerdoti
  • Olio degli infermi --> per ungere i malati

Nel Nuovo Testamento:
quando Gesù entra a Gerusalemme, la gente lo saluta agitando rami di ulivo.
Noi ricordiamo questo episodio durante la Domenica delle Palme, la domenica prima di Pasqua, facendo benedire i ramoscelli di ulivo.

Nella Bibbia, quando si parla dell'olio, si intende l'olio di oliva: Israele era ricca di alberi di ulivo.
Il frantoio si chiamava gat in ebraico. I frantoi venivano costruiti direttamente negli uliveti. Getsemani era il torchio per l'olio.
Nella Bibbia l'olio è considerato:
  • un alimento
  • un combustibile
  • un unguento profumato (cosmetico)
  • un unguento curativo (per curare le ferite).

mercoledì 7 novembre 2012

RIMEDI CURATIVI A BASE DI OLIO

 L'olio di oliva ha anche diverse funzioni curative perché contiene la vitamina E e la provitamina A.


L'olio di iperico è lenitivo: si può usare per curare le irritazioni e le scottature.
Questo olio è composto da olio di oliva da mettere al sole con i fiori freschi dentro. Il barattolo deve essere ben chiuso altrimenti l'olio diventa rancido. Di notte bisogna ritirarlo in casa.


 


Il fiore di iperico viene raccolto durante il solstizio d'estate (21 giugno) e cresce prevalentemente nelle zone di mare, ma anche in montagna.
L'olio di iperico è chiamato anche olio di San Giovanni perché i fiori vengono raccolti nel periodo in cui si festeggia San Giovanni (24 giugno).




L'olio di camomilla si usa per curare le irritazioni che hanno i neonati durante la dentizione.




L'olio di arnica ha proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche sui traumi del sistema circolatorio e dei muscoli.
Oltre a ridurre il dolore dovuto a traumi quali urti e cadute, favorisce anche il riassorbimento dei lividi, riducendo rapidamente il gonfiore e il dolore.
Non va applicata sulle ferite!
Per fare l'olio di arnica sono utilizzati i fiori raccolti nel cuore dell'estate, quando il sole dà il massimo calore e dona alla pianta il suo caratteristico colore giallo-arancione. In un barattolo di vetro si mettono per ¾ della sua capienza i capolini essiccati dell’arnica; si aggiunge l’olio di oliva, fino al riempimento completo del contenitore e si conserva per circa 1 mese in un luogo fresco e buio. Terminato il tempo della macerazione si passa al filtraggio dell’olio. Con un colino, versate l'olio in modo da eliminare i capolini, e schiacciate su di essi con un cucchiaio perché è lì che si concentrano tutte le sostanze preziose.


Clelia, Lorenzo, Luca, Noemi e Paolo

Riflessione sulla PIRAMIDE ALIMENTARE


 
Cosa rappresentano le piramidi alimentari?
Le piramidi alimentari rappresentano visivamente la quantità di cibi da assumere in un determinato periodo (es. in un giorno, in una settimana, in un mese).
I cibi più sani (es. i cereali e i legumi) e l'acqua si trovano alla base della piramide perché vanno assunti regolarmente, tutti i giorni; salendo nella piramide si trovano i cibi che vanno assunti con moderazione e si arriva ai cibi più ricchi di zuccheri e di grassi, quindi meno sani (es. carbi rosse e patatine fritte, dolci), che devono essere mangiati in piccole quantità e poche volte a settimana.

Perché i cibi golosi sono sempre al vertice delle piramidi? Cosa significa vertice della piramide?
I cibi golosi sono sempre al vertice perché contengono zuccheri e grassi che possono danneggiare la salute se assunti con esagerazione.
Il vertice è la parte più ristretta in alto: indica i cibi da mangiare in piccole quantità e più raramente.

Perché l'acqua e l'attività fisica sono sempre alla base della piramide?
L'acqua è alla base della piramide perché deve essere assunta quotidianamente (= tutti i giorni).
L'essere umano, infatti, ne consuma molta, sotto forma di sudore, di urina e di lacrime, e deve re-integrarla. Se si beve poco si possono avere problemi renali e si rischia la disidratazione.

L'attività fisica è alla base della piramide in quanto deve essere svolta tutti giorni per almeno 30 minuti/1 ora.
Essa mantiene il corpo sano e in forma: favorisce la circolazione sanguigna, mantiene l'elasticità e la tonicità dei tessuti, contribuisce a fare eliminare le tossine e a bruciare le calorie in eccesso.

Quali differenze noti tra le diverse piramidi?
Le piramidi possono variare nella quantità o nella posizione occupata dei cibi, ma i cibi fondamentali sono sempre presenti, come i cereali, i legumi, la frutta e la verdura.
La dieta mediterranea è tipica delle zone mediterranee ed è la più varia e completa:
  • contiene tutti i prodotti che si trovano nei paesi mediterranei
  • dà molta importanza all'olio di oliva, che è un prodotto locale (= del luogo), in contrapposizione con i paesi del nord Europa che, invece, usano di più il burro, non avendo a disposizione gli alberi di ulivo e le olive, ma il latte per fare il burro.


Dalle risposte degli alunni di 2B

lunedì 5 novembre 2012

Coming soon: la ricetta del SAPONE

Appena possibile postiamo la ricetta del sapone vegetale senza acidi!!!
E' proprio la ricetta che ci ha lasciato gentilmente la signora Elvia, l'erborista.

domenica 28 ottobre 2012

PUBBLICITA'

 
Imperia, dopo il 2000


Intorno al 1920-1930 dal porto di Oneglia e di Porto Maurizio partono quasi 300.000 quintali di olio d'oliva, confezionato in lattine con immagini ricche e colorate come queste, considerate la prima forma di pubblicità commerciale:

 

Collezionismo: le etichette dell'olio di oliva.

L'EUROPA E I FRANTOI

 
Un tempo il frantoio utilizzava:
  •  la mola di pietra, detta colombina in Liguria,
  • la superficie antistante come bacino,
  • i fiscoli (o spourtin in dialetto imperiese) 
  • la pressa.
Gumbi è il termine dialettale per indicare i frantoi.
  
Oggi l'Unione Europea impone metodi moderni e rifiuta i metodi tradizionali.

L'OLIVA TAGGIASCA

L'oliva taggiasca viene raccolta quasi a maturazione, fra dicembre e gennaio.
Dà un olio leggero, dolce e delicato.
Ogni anno vengono prodotte nell'Imperiese circa 3000 tonnellate di olio di oliva, sia nei vecchi frantoi dell'entroterra, sia in fabbriche moderne.
Quando l'olio è novello (appena spremuto) si ottiene una qualità extravergine dal sapore e dal profumo sorprendente di frutti spremuti, sottile, delicato, senza acidità.
L'olio extravergine impriese ha ottenuto il marchio DOP (Denominazione di Origine Controllata) dal 1999.
Imperia ha creato anche la Strada dell'Olio-Terra della Taggiasca, un itinerario culturale attraverso le terre dell'olivo, per guidare il turista alla scoperta di terre olivicole ricche di storia e di tradizioni contadine.


Nell'area del nizzardo (Nizza e dintorni, in Francia) e anche in Corsica, si coltiva un'oliva simile alla nostra taggiasca, detta cailletier o cayet, dalle caratteristiche simili.

venerdì 26 ottobre 2012

L’ULIVO E L’OLIO NELLA STORIA E NEL MITO

L’ulivo è nato in SIRIA ed era un piccolo cespuglio con le spine e con le drupe (=frutti) molto piccole.


I FENICI, popolo di commercianti e navigatori, diffusero l'olivo in tutto il Mar Mediterraneo, trasportandolo all'interno di anfore sulle navi.


 
                                             vaso di terracotta con coperchio

L’ ulivo può vivere per oltre mille anni perché resiste alle intemperie e non ha bisogno di un terreno troppo ricco e neppure di molta acqua. Necessita, però, di molto sole, infatti lo troviamo sulle coste soleggiate del Mediterraneo.

L’ulivo era considerato così importante che la sua nascita viene fatta risalire a un mito.

Si narra che Atena e Poseidone litigassero per il possesso dell’Attica. Gli dei si rivolsero a Zeus, divinità suprema, per trovare una soluzione.

Zeus, alla presenza del re dell'Attica, decise di fare una gara: chi avesse creato la cosa più strana e bella avrebbe vinto.

Poseidone creò una sorgente di acqua salata, formando così un mare, mentre Atena creò un albero di olivo e vinse la gara, perché il re testimoniò che Atena aveva materializzato l'albero per prima. E da allora la capitale dell'Attica si chiama Atene.
clicca sulla didascalia per visualizzare l'immagine ad alta risoluzione (300+ DPI)

Raccolta delle olive.
Riproduzione grafica di un’immagine
di un vaso attico a figure nere.
 
Erica, Francesca, Laura e Simone


LA DRUPA



Una drupa è un frutto carnoso e indeiscente (= che anche a completa maturazione, non si apre spontaneamente per fare uscire il seme) con:
  • una parte esterna sottile --> "la buccia"
  • una parte centrale carnosa --> "la polpa"
  • una parte interna legnosa --> "il nocciolo", con all'interno un seme osseo.

Le piante che producono drupe affidano la loro riproduzione agli animali che si cibano di questi frutti, attratti dalla polpa, spesso dolce e saporita.
Il nocciolo viene spesso ingoiato e passa indenne il tratto digestivo di questi animali.

Chiara e Alex

INFORMAZIONI E CURIOSITA’ DELLO CHEF MASSIMO

L’olio d’oliva è alla base della dieta mediterranea e può essere gustato:
  •  crudo, ad esempio sul pane a merenda, sulle insalate o sul pesce crudo,
  •  cotto, per preparare piatti a base di carne o per friggere il pesce.

Può essere emulsionato (= sbattuto) a freddo per fare salse come la maionese (olio + rosso d'uovo + succo di limone).

Quando l’olio viene scaldato può arrivare a un determinato punto di fumo (75°/ 80°); dopo aver superato quest’ultimo diventa nocivo (= tossico) perciò non si dovrebbe usare più volte.
L'olio ha una viscosità (= grandezza fisica che quantifica la resistenza dei fluidi allo scorrimento). Se viene bruciato, l'olio perde tale viscosità.
L’olio d’oliva è un alimento salutare e naturale, ma non bisogna abusarne perché è un alimento grasso.
Tuttavia in alcune diete si consiglia di prendere un cucchiaino di olio di oliva al giorno. Perché?
Perché l'olio contiene dei grassi buoni che sciolgono i grassi cattivi (colesterolo).
L’oliva è una drupa con una parte interna, il nocciolo, che contiene il seme.
La quantità di grassi contenuti nell’olio d’oliva è simile a quelli del latte materno.


Dell’albero d’ulivo e dell’oliva si utilizzano tutte le parti, non si butta nulla.
  • Con le olive migliori si fa l'olio più pregiato
  • le olive di seconda scelta diventano olive snocciolate o pasta di olive;
olive snocciolate in vetro isolato su sfondo bianco Archivio Fotografico - 12200526


  • con la sansa, che è lo scarto della frangitura delle olive, si possono fare saponi o utilizzarla come carburante



Gloria e Letizia

IL SAPONE A BASE DI OLIO DI OLIVA

Nel 3000 a.C. in Siria, con l’olio di oliva, si faceva il sapone di Aleppo.


I Romani non si lavavano con il sapone, ma nelle terme, sfregandosi con l’argilla o con la polvere di semi.
Poi si spalmavano il corpo con unguenti a base di olio di oliva e profumi ricavati dai fiori per profumarsi e idratarsi.

 
unguentari di epoca romana (Como)


Nel 1400 d.C. si iniziò a produrre il Sapone di Marsiglia, olio di oliva più ceneri ricavate dell’erba salicornia.

erba salicornia, dalle proprietà depurative e rinfrescanti


Davide, Donia e Samuele 

L’OLIO NELLA TRADIZIONE

L’olivo viene portato in Italia dai Greci.
Un’antica leggenda narra che sotto l’ulivo nascessero gli dei.
Quindi, a quel tempo, l’ulivo era considerato una pianta sacra e significava pace e vittoria.

Infatti i rami venivano intrecciati e posti sul capo del vincitore dopo una guerra.
Alle Olimpiadi ai vincitori venivano offerti una corona di ulivo ed un’ampolla d’olio.
 
Atena, dea guerriera, e una corona di ulivo

Anche Omero nei suoi poemi citò l’ulivo: lo assurse a simbolo di pace e di vita. Era d’ulivo il gigantesco tronco per mezzo del quale Polifemo venne accecato da Ulisse e dai suoi compagni. Sempre Ulisse costruì per sè e per Penelope il letto nuziale, scavandolo nel tronco di una pianta d’ulivo, simbolo di una unione duratura.


Successivamente i romani lo diffusero in tutta Europa perché era un prodotto locale ben adattabile al clima Mediterraneo.
Essi usavano l’olio per cucinare e si idratavano la pelle, dopo i bagni alle terme, con oli profumati.



L’ulivo è una pianta che si adatta facilmente e non ha la necessità di vivere in terreni molto ricchi, anche se ha bisogno di molto sole, quindi di un clima mite.
Lo possiamo trovare sulle zone costiere,  in pianura e in collina.
In tutta la penisola italiana sono diffuse circa 500 diverse varietà di olive, dette cultivar: in Liguria abbiamo la taggiasca, piccola e nera, e la razzola nella zona di La Spezia.

Tante olive di famiglie diverse convivono nella stessa classe, proprio come tanti alunni diversi nella stessa classe.


Cliccando su questo link si possono leggere i nomi delle varietà italiane: Cultivar_di_olivo


Sophie, Ester, Giorgia e Cristian